Fotografia di Mike Hanley (Canadian Press photos), Galt – città di Cambridge, Ontario, Canada, 17 maggio 1974. Un poliziotto a braccia conserte sorveglia una farmacia durante un’alluvione. L’agente di polizia si chiama Jack Shuttleworth e la fotografia che lo ritrae è una delle più iconiche che la comunità di Galt possa vantare.

Esistono fotografie che, vuoi per impatto mediatico, vuoi per bravura di chi le scatta, sono rappresentative dell’evento che immortalano. Pensiamo alla Guerra del Golfo, alla folle creatività di Salvador Dalì, alla rovesciata di Carlo Parola, gesto calcistico per antonomasia qui in Italia. Ecco, basandoci su questa logica, se chiedessimo ad un cittadino di Galt (Ontario, Canada) di parlarci della notevole inondazione del maggio 1974, la prima cosa che verrebbe in mente all’interpellato sarebbe la fotografia del poliziotto a braccia conserte, sommerso fin sopra la cinta, in scrupolosa vigilanza della farmacia a lui vicina.
Jack Shuttleworth era lì perché doveva essere lì, perché il suo compito era quello di sorvegliare (cosa non lo si è mai capito, adesso ci arriviamo) e lui, rappresentante dello Stato, ligio al dovere, sorvegliava. Relativamente poco importava che l’acqua superasse il metro d’altezza, che da quelle parti non sarebbe passato nessuno, il poliziotto Jack Shuttleworth avrebbe adempito al suo incrollabile impegno.

L’alluvione del ’74 fu causato anzitutto da corpose e continue precipitazioni, che per circa una settimana caddero sulla comunità di Galt. Il vero problema fu che la pioggia ingrossò il vicino fiume Grand. Rotti gli argini, il corso straripò, inondando l’area circostante. L’acqua fece molti, moltissimi danni – si stimano 6,7 milioni di dollari, l’equivalente di 39,5 milioni di dollari odierni – ma non mieté vittime. In quanto agente di polizia, Shuttleworth quel 17 maggio contribuì alle operazioni di soccorso. Alla luce di ciò, viene da chiedersi: perché si fermò in quell’angolo tra Dickson Street e Ainslie Street?

Non è chiarissimo il motivo. Il diretto interessato si è spento da un bel po’ di tempo, quindi dalla sua bocca non si può estrapolare una risposta. Neppure la famiglia, a cinquant’anni di distanza, saprebbe dirlo con certezza.

Alcuni sostengono che a pochi metri da quell’angolo ci fosse un tombino scoperto e che Shuttleworth si trovasse lì per impedire che qualche sbadato ci cadesse dentro. Altre persone invece dicono che il poliziotto canadese stesse sorvegliando la farmacia alle sue spalle, così da prevenire l’azione di predoni. La moglie invece suppone che il marito stesse consegnando candele e coperte agli inquilini dei piani superiori e che si fosse fermato un attimo per riprendere fiato.
Quale che sia la verità dietro il gesto dell’agente, rimane invariata la sorpresa e l’emozione che la fotografia suscita.