Fotografia di anonimo, Roma, Europei del 1974: lo scatto ritrae il famosissimo sportivo italiano Pietro Mennea prossimo a tagliare il traguardo nei 200 metri. Lo si nota subito, con la pettorina azzurra numero 612 e le braccia aperte come ad abbracciare, ad accogliere la vittoria ormai sua. Sarà una delle tante, un altro piccolo suo passo verso la gloria. Cominciamo insieme a vedere la sua storia e partiamo dai primi passi del “piccolo grande” Pietro.

Nel cuore del sud, nella calda puglia bagnata da splendide acque, in una famiglia umile di Barletta, nasceva il 28 giugno del 1952 Pietro Mennea. Il padre era un sarto, la madre una casalinga, e il frutto del loro lavoro e dei loro sacrifici andava tutto ai 5 figli, 3 fratelli ed una sorella per il velocista. All’età di 17 anni crea il primo aneddoto che diverrà famoso sulla sua velocità. Pare che, su una lunga strada della sua città natale, sfidò una Porsche ed una Alfa Romeo in sprint nei 50 metri. E che ve lo diciamo a fare?! Chiaramente vinse e guadagnò 500 lire.
La vita correva altrettanto veloce e Pietro cresceva, innamorandosi sempre di più di questo sport. Nel 1971, a soli 19 anni, esordì nei campionati europei: ottenne un terzo posto nella staffetta 4×100 metri e un sesto nei 200 metri. Niente male come esordio, ma poteva fare di meglio, e lo sapeva. L’anno seguente, a Monaco di Baviera, sede di un atroce attentato, ottenne la prima di quattro finali olimpiche consecutive, sempre nei 200 metri. Ottenne un bronzo.

Nemmeno a dirlo, nei Campionati Europei del 1974, vinse l’oro davanti al pubblico di casa, con la celebre foto protagonista di oggi. La successiva Olimpiade si sarebbe svolta a Montréal, in Francia, ma Pietro, abbattuto per alcune prestazioni deludenti, decise di non parteciparvi. Il pubblico italiano, appresa la notizia, protestò vibratamente. Acclamato dalla sua gente, Mennea non si tirò indietro. Arrivò “solo” quarto, appena fuori dal podio.
Ma gli Europei si confermarono il suo forte. Anche nell’edizione del 1978 confermò l’oro nei 200 metri, oramai sua specialità, ma a Praga vinse anche l’oro nei 100m. Quello era proprio il suo anno: vinse la medaglia più prestigiosa anche nei 400 metri piani agli Europei Indoor. Ma se a correre Pietro era bravissimo, anche negli studi non era da meno. Fu laureato in: Scienze Politiche, Giurisprudenza, Scienze Motorie e Sportive e Lettere.

Proprio da studente di Scienze politiche segnò un record che durò per ben 17 anni: 19″72, sempre nei 200 metri, alle Universiadi di Città del Messico. A Mosca, dulcis in fundo, nonostante partisse dall’ottava corsia (la più esterna e meno apprezzata n.d.r.), vinse il suo primo ed unico oro olimpico (nella foto appena sopra). Questa è in breve la vita e la carriera sportiva di uno dei più grandi e puri talenti che la Penisola abbia mai visto. Eternamente Pietro Mennea.