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Foto del giorno: il lago di Piazza Navona

Foto del giorno: il lago di Piazza Navona

Fotografia di Michele Petagna, Roma, Italia, estate del 1865. Il lago di Piazza Navona, uno specchio d’acqua ovviamente artificiale che comparve per l’ultima volta nel centro storico romano nel 1865, anno in cui venne scattata questa suggestiva fotografia. Oggi sono in pochi a ricordarlo – vai a capire perché – ma un tempo il laghetto di Piazza Navona era una fonte di svago e divertimento per una buona fetta della popolazione capitolina. La fotografia di Petagna raffigura l’ultimo atto di questa storia lunga più di duecento anni. Una vicenda iniziata dunque nel XVII secolo.

Foto del giorno: il lago di Piazza Navona

Papa Innocenzo X (1644-1655) ideò per primo la tradizione. Il papa di casa Pamphilj desiderò la costruzione della piazza e della magistrale Fontana dei quattro fiumi, commissionando l’incarico a Gian Luigi Bernini. I lavori iniziarono nel luglio del 1648 e terminarono tre anni più tardi, nel giugno del 1651. Subito lo spiazzale concavo divenne il punto di riferimento della comunità romana. Anche per questa tempestiva popolarità, Innocenzo X manifestò la volontà di fare le cose in grande.

Il 23 giugno 1652 ordinò la serrata delle fontane per l’allagamento dell’area circostante. Quella che doveva essere una bella festicciola inaugurativa divenne un appuntamento fisso delle estati romane. La consuetudine del lago di Piazza Navona, seppur con qualche eccezione, rimase invariata fino al 1865. Solitamente si procedeva con l’allagamento i sabati e le domeniche d’agosto (quanta neve che cadrà… Scusate, non ho resistito). Giorni in cui a tutti gli effetti e per tutti gli abitanti dell’Urbe era festa. Nobili, ecclesiastici, artigiani e popolani, ognuno a sguazzare nell’acqua della piazza.

lago di Piazza Navona chiusura Pio IX

Oltre alle fotografie -poche ma non pochissime; qualcosa in stampa d’albume ancora si conserva negli archivi romani – esistono anche i dipinti. Uno particolarmente affascinante reca la firma di Giovanni Paolo Pannini. Il pittore piacentino, famoso per le sue vedute di Roma, realizzò nel 1756 un quadro intitolato “Festa nel lago di Piazza Navona“. La tela è fantastica perché mostra il modo in cui i romani, anche i più facoltosi, fossero soliti divertirsi nell’acqua. Ci si andava in carrozza, a cavallo o persino su delle tavole di legno.

lago di Piazza Navona dipinto del XVIII secolo

Nella fase domenicale della festa, si erigeva un palco sotto Palazzo Doria, vicino la Chiesa di Sant’Agnese in Agone. Sul palco si esibiva la banda dei pompieri, così da rallegrare la gente. Legata a quest’usanza c’è un aneddoto simpatico, riflesso della secolare ironia capitolina. I venditori di cocomero che abitualmente si disponevano con i loro banchetti sui lati del lago, erano soliti evidenziare la “bontà” dei loro prodotti evidenziandone il colore all’interno, definito non a caso “rosso fuoco”. Le grida dei mercanti – spesso ragazzini dei rioni più periferici – attiravano i pompieri nel frattempo sul palco, i quali nel bel mezzo della performance udivano frasi del tipo “accorrete, accorrete! C’è il fuoco su questi banchetti!”. Chissà quanti poveri pompieri saranno caduti nel tranello…

lago di Piazza Navona

A due secoli di distanza, nella seconda metà dell’Ottocento, il pontefice Pio IX (1846-1878) abolì la festiva consuetudine. L’amministrazione papale addusse come motivazione la natura antigienica dell’allagamento. No acqua, no party.