Storia Che Passione
alfred hitchcock

Foto del giorno: Alfred Hitchcock e i volatili del film Gli Uccelli

Fotografia di Bob Willoughby per la Universal Pictures, Stati Uniti d’America, 1963. La foto promozionale che vedete fu realizzata per promuovere uno dei film più noti di Alfred Hitchcock, Gli Uccelli. Per l’occasione il regista posava con un gabbiano e un corvo, ma come riuscì a gestire i volatili sul set? Oltre a far venire una crisi isterica alla povera Tippi Hedren, s’intende.

Alfred Hitchcock e la gestione dei volatili in Gli Uccelli

alfred hitchcock
Crediti foto: @Universal Pictures, Public domain, via Wikimedia Commons

Di fatti e aneddoti curiosi sul film Gli Uccelli (The Birds) di Alfred Hitchcock ce ne sarebbero a bizzeffe. Per esempio, si tratta del terzo racconto di Daphne Du Maurier adattato da Hithcock (anche se del racconto originario rimane solo il titolo e l’idea degli uccelli che attaccano le persone). O ancora le accuse di molestie che, anni dopo l’uscita della pellicola, la protagonista Tippi Hedren mosse nei confronti del regista.

Ma oggi vogliamo concentrarci sui pennuti. Perché il film utilizzò diversi sistemi per quanto riguarda la componente animale. Inizialmente la Universal pensò di usare degli uccelli meccanici. Spese qualcosa come 250mila dollari per creare degli uccelli meccanici che, però, poi non funzionarono sullo schermo.

Così dovettero rassegnarsi a usare uccelli veri. Chiesero aiuto all’addestratore Ray Berwick, il quale riuscì a procurare migliaia di uccelli vivi, appartenenti a diverse specie. Oltre ai gabbiani e ai corvi, infatti, nel film sono presenti anche cornacchie, passeri e fringuelli. Inoltre fu Berwick ad organizzare e supervisionare un’apposita squadra di controllo che aveva il computo di radunare e riacchiappare i pennuti fra una ripresa e l’altra.

Berwick stesso ammise che i corvi si dimostrarono essere gli animali più intelligenti, mentre i gabbiani erano quelli più perfidi e attaccabrighe. Per girare alcune scene, infatti, diedero ai volatili dei tranquillanti, arrivando a chiudere loro il becco con del nastro adesivo per proteggere attori e troupe. Tuttavia non pensiate a forme di maltrattamento animale: sul set, infatti, era presente Paul Ridge dell’American Human Association, il quale aveva il compito di assicurarsi che gli animali stessero bene, che nessuno facesse loro del male e che non fossero troppo stressati.

Sul set, per volere dell’American Society For the Prevention of Cruelty to Animals (ASPCA) che monitorava cosa succedesse agli animali coinvolti nella produzione, la troupe costruì un vero e proprio ospedale veterinario per uccelli. Inoltre sul set del soggiorno il team degli effetti speciali installò una rete per impedire agli uccelli di volare via e creare problemi al resto dello studio.

alfred hitchcock e tippi hedren
Crediti foto: @Teaser screenshot, Public domain, via Wikimedia Commons

Se però ci si preoccupava tanto di non stressare e traumatizzare gli animali, non altrettanto si fece con gli attori. La povera Tippi Hedren uscì dalla scena della soffitta con una crisi isterica che costrinse la produzione a sospendere le riprese per una settimana per permetterle di riprendersi. Questo perché Hithcock si era “scordato” di dire alla Hedren che avrebbe girato alcune delle scene più iconiche del film con uccelli veri. Ma furono la scena della cabina telefonica e della soffitta a gettare nel panico l’attrice.

Durante la scena della cabina telefonica, infatti, il vetro di protezione della cabina le si ruppe in faccia. Ed era vetro vero, tanto che dovettero estrarle dal naso e dalla guancia diversi frammenti di vetro. Peggio ancora andò con la scena della soffitta. Qui l’attrice dovette affrontare l’assalto degli uccelli, con la troupe che le lanciava contro i gabbiani veri da dietro la telecamera. Ma la Hedren raggiunse il limite quando un uccello le bucò la palpebra inferiore. Questo causò un crollo nervoso, con il medico che impose una settimana di fermo per le riprese.

Un altro aneddoto riguarda Rod Taylor, il protagonista maschile. Se sulla scena Charlie, uno degli uccelli addestrati era così gentile e simpatico che tutta la troupe faceva a gara per nutrirlo, ecco che il corvo Archie, per qualche bizzarro motivo, a fine riprese ogni giorno si era prefissato di seguire Rod Taylor per dargli una beccata. Tutti i santi giorni.

alfred hithcock uccelli
Crediti foto: @Richard Mc Neil, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Tuttavia per realizzare il film usarono anche altre tecniche. Uccelli in carne e ossa, infatti, condividevano il set con alcuni uccelli meccanici. Per indirizzare gli uccelli verso le telecamere, poi, su di esse erano fissati pezzi di cibo per attirarli. Inoltre in parecchie scene sono stati usati particolari tecniche ed effetti speciali. Come quello che permette di combinare immagini provenienti da due bobine di pellicola separate (tecnica nota come “matte painting”). In questo modo poterono abbinare riprese di uccelli arrabbiati a riprese separate con attori spaventati.

Ma non la scena della soffitta: lì, per volere di Hithcock, per ottenere la massima performance da parte della Hedren, uccelli veri e attrice condividevano il set nello stesso momento. E la signora Tsukikage muta! Furono anche usati trucchetti e giochi ottici per moltiplicare gli uccelli, fra l’altro ideati da Ub Iwerks, animatore storico che collaborò con Walt Disney. Erano anche presenti uccelli di cartapesta, altri dipinti e altri ancora animati a mano, un fotogramma dopo l’altro.