Fotografia di autore sconosciuto, cascate del Niagara, 1911. Sì, nella foto sono proprio loro, le cascate del Niagara. E quelle sono proprio persone che passeggiano tranquillamente sulle suddette cascate. Perché nel 1911 ghiacciano completamente; e non solo loro.
Perché nel 1911 le cascate del Niagara divennero un blocco di ghiaccio?

Le cascate del Niagara sappiamo che si trovano fra gli USA e il Canada, nella parte nord-orientale del confine. Pur essendo le cascate più famose del mondo, ad onor del vero non sono neanche altissime: il salto è di soli 52 metri. Diciamo che sono molto celebri per via del loro impatto scenografico, per la portata e per il fronte d’acqua che è veramente imponente. Considerate che le cascate Vittoria, in Africa, sono grandi almeno il doppio.
Comunque sia, tutti siamo abituati a vedere le cascate del Niagara con il loro flusso imponente d’acqua. Immaginatevi lo sconcerto quando, nel 1911, i visitatori si trovarono di fronte a questo scenario: le cascate del Niagara totalmente congelate. Tutto avvenne in contemporanea con la grande ondata di freddo che colpì gli USA fra il novembre del 1911 e il gennaio del 1912. Quello fu uno dei periodi più freddi di sempre nel paese, sin dal 1870.

Tutto iniziò nel novembre del 1911. Un’ondata di freddo, diventata nota come Great Blue Norther, abbassò repentinamente le temperature: la media stagionale di novembre fu di soli 2,93°C. Mai una temperatura così bassa fu registrata negli USA nel corso di quel mese. Per contro, poi, il mese di dicembre fu abbastanza mite.
Ma era solo il preludio del freddo terribile che si sarebbe scatenato a gennaio. Quello fu il settimo gennaio più freddo di sempre mai registrato negli USA, nonché il gennaio più freddo di sempre nel Michigan, nel Wisconsin e nel Minnesota.
Pensate come doveva essere vivere a Minneapolis in quei giorni: ebbero 186 ore consecutive di temperature inferiori ai -17,78°C (questo accadde in città dalle ore 20.00 del 31 dicembre fino alle ore 13.00 dell’8 gennaio). La temperatura sembrò per un attimo risalire, ma dopo sole quattro ore, ecco che precipitò di nuovo sotto i -18°C per altre 121 ore di seguito, fino alle ore 10.00 del 13 gennaio. E non solo Minneapolis: a Sioux Falls il 12 gennaio, le temperature registrarono i -38,9°C.

Ovviamente questa massa di aria fredda si era generata nell’Artico e poi si era spostata verso sud, raggiungendo Canada e Stati Uniti. Arrivata negli USA, ecco che diede anche vita a pericolosissimi venti gelidi. E in effetti l’ondata di freddo fu tale da uccidere ben 47 persone nel corso delle prime due settimane. E fece ghiacciare del tutto le cascate del Niagara, causando anche la formazione di un ponte di ghiaccio.