Di Lucullo ricordiamo sempre che fu un generale e politico romano. Nato a Roma il 117 a.C. e morto a Napoli il 56 a.C., era un membro della Gens Licinia. Ma noi lo vogliamo ricordare non tanto per le sue imprese politiche e militari, quanto per gli aneddoti relativi alla sua passione per il buon cibo.
Lucullo e l’amore per la cucina

Non per niente quando facciamo un bel pasto sostanzioso diciamo che si tratta di un “pasto luculliano”. Questo perché Lucullo, oltre a essere un generale e politico, adorava letteralmente mangiare. Anche se non solo: adorava anche le opere letterarie, la filosofia, tanto da recuperare tantissimi libri (alcuni ottenuti dopo le sue conquiste nel Ponto) e creare una vera e propria biblioteca nella sua villa di Tuscolo. Fra l’altro permetteva a tutto di accedere ai suoi libri.
Per quanto riguarda la sua vita privata, nel 74 a.C. sposò Claudia Quinta, la figlia minore di Appio Claudio Pulcro e sorella dei famosi Publio Clodio Pulcro e Clodia (che sarebbe diventata poi nota come la Lesbia di Catullo). Divorziò poi da lei, anche perché aveva litigato con Clodio in Asia e giravano voci in merito all’infedeltà della moglie.

Lucullo accusò la moglie del reato di incesto con lo stesso Clodio. Successivamente nel 66 a.C. si sposò con Servilia Minore, la figlia di Livia e Quinto Servilio Cepione, sorella acquisita di Servilia Maggiore, madre di Bruto e sorella vera di Catone Uticense. Fu da questo matrimonio che nacque il figlio Marco. Fra l’altro Catone divenne il suo tutore alla morte di Lucullo. Morte misteriosa, fra l’altro: si parla di episodi di follia, di una pozione d’amore o di un avvelenamento.
Già, ma per quanto riguarda la questione cibo? Beh, ci sono diversi aneddoti che ne parlano. Per esempio si racconta che, una volta, Cicerone e Pompeo riuscirono a farsi invitare a cena da Lucullo. Questi era diventato famoso per le sue cene abbondanti ed esagerate. I due volevano sapere cosa mangiasse esattamente Lucullo quando era da solo, così si auto-invitarono a cena chiedendogli però di non dire nulla ai cuochi.
Lucullo effettivamente accettò e disse ai suoi servi di imbandire la tavola nella stanza di Apollo. Quello che Lucullo aveva omesso di dire era che si era già accordato in precedenza con i servi per servire specifici menù nel caso avesse scelto questa o quella stanza della casa. Ogni sala da pranzo, in pratica, aveva un peculiare tipo di cibo. Così a Cicerone e Pompeo furono servite pietanze squisite, convincendosi probabilmente che quella era la cena tipica a casa di Lucullo.

Un’altra storia racconta che, una volta, un servo sentì dire al padrone che non avrebbe avuto nessun invitato a cena. Così decise di imbandire la tavola per una sola persona. Ma Lucullo lo rimproverò dicendogli che “Lucullo cenava con Lucullo”. Si dice anche che è merito suo se in Europa abbiamo l’albero di ciliegio in quanto fu il primo a importarlo dal Ponto. Inoltre portò con sé l’albicocco dall’Asia Minore. Ringraziamo tutti dunque sentitamente Lucullo per questo.