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Accadde oggi: 5 aprile

Accadde oggi: 5 aprile

Almanacco del 5 aprile, anno 1986: un ordigno esplosivo deflagra all’interno della discoteca La Belle di Berlino Ovest, uccidendo due militari statunitensi, una civile di nazionalità turca e ferendo un totale di 230 persone. Dietro l’attentato non vi fu alcuna rivendicazione, ma le primissime indagini imputarono la responsabilità ai servizi segreti libici. L’atto terroristico comportò un grande scossone a livello geopolitico, fornendo agli Stati Uniti d’America il pretesto per una rappresaglia militare contro la Libia del dittatore Mu’ammar Gheddafi.

Accadde oggi: 5 aprile

L’obiettivo dell’attentato non fu assolutamente casuale. Il locale notturno La Belle, nel quartiere Schöneberg, sezione sud-occidentale di Berlino Ovest, era frequentatissimo dai militari statunitensi di stanza nella città divisa dal muro, oltre che da civili. Il 5 aprile, alle 01:46 ora locale, una valigetta contenente una grande quantità di esplosivo, posizionata sotto lo stand del DJ, detonò all’improvviso. Il boato fu tremendo. L’esplosione distrusse completamente la pista da ballo la quale, cedendo verso il piano inferiore, fece sprofondare le persone nella cantina sottostante. Tre i deceduti: i sergenti americani Kenneth Ford e Ronald Robinson; la civile turca Nermin Hannay. Molte delle vittime rimasero paralizzate a vita a causa delle ferite riportate in quell’orribile notte berlinese di aprile.

Le reazioni della comunità internazionale non si fecero attendere. Feriti nell’animo, gli USA, allora sotto la rampante presidenza Reagan, diedero immediatamente la colpa alla Libia. Nulla di sorprendente. Sin dall’inizio del decennio, Washington e Tripoli coltivavano relazioni non proprio idilliache, per utilizzare un eufemismo. La tensione fra i due paesi sfociò nei primi mesi del 1986 in un vero e proprio affronto militare.

5 aprile discoteca La Belle Berlino

Risaliva a quel tempo la ben nota Operazione Attain Document, una serie di manovre tattiche intraprese dalla forze aree e navali statunitensi nel Golfo della Sirte, al largo della Libia. Date le dichiarazioni libiche a sostegno di qualunque gesto vendicativo nei confronti degli americani e viste le conseguenti predisposizioni militari volute dall’amministrazione Reagan, fu abbastanza scontato il posizionamento di Washington post-attentato del 5 aprile 1986.

Meno scontata, almeno inizialmente, fu la risposta dei paesi dell’Alleanza Atlantica e della Germania Ovest. Le prime indagini infatti non evidenziarono una connessione tra la Libia di Gheddafi e la tragedia nel centro di Berlino. Fu solo a seguito della riunificazione tedesca e l’accesso agli archivi statali (quelli sopravvissuti alla tabula rasa voluta dalla Stasi) dell’ex DDR che riaffiorò qualche indizio potenzialmente interessante. Gli investigatori tedeschi, supportati dall’intelligence americana, trovarono un nesso fra l’attentato e alcuni agenti libici operanti nella BRD.

5 aprile attentato Berlino ovest

Si scoprì come la Deutsche Demokratische Republik, servendosi dell’onnipresente Stasi, aveva offerto protezione ad alcuni operatori dei servizi segreti libici, curiosamente giunti a Berlino Est poco dopo gli eventi della discoteca La Belle. Da parte americana, si pubblicarono dei report inerenti uno scambio d’informazioni tra la defunta Repubblica Democratica Tedesca e Tripoli. In questi report risultavano evidenti alcuni passaggi in cui Gheddafi “esprimeva soddisfazione” per quanto accaduto a Berlino Ovest.

Finalmente nel 2001, dopo anni di indagini, un tribunale tedesco condannò quattro persone: Abdulghasem Musbah Eter (ex ambasciatore libico a Berlino Est, coordinatore dell’atto terroristico); Yasser Mohammed Chreidi e Ali Chanaa (entrambi palestinesi, condannati per favoreggiamento all’omicidio); Verena Chanaa (moglie tedesca di Chanaa, esecutrice materiale dell’attentato, fu lei a deporre la valigetta all’interno della discoteca cinque minuti prima che esplodesse).

5 aprile Brandt esequie

Se i risvolti giudiziari ci misero del tempo a concretizzarsi, non si può dire lo stesso delle immediate reazioni “sul campo”. Neppure due settimane dopo l’attentato di Berlino, gli F-111 americani effettuarono bombardamenti su obiettivi militari e governativi sul suolo libico. Le città di Tripoli e Bengasi ne risentirono particolarmente. La Libia negò sempre ogni coinvolgimento nell’attentato. Il colonnello Mu’ammar Gheddafi interpretò i bombardamenti su Tripoli e Bengasi come un’esplicita prova della pretestuosa aggressività imperialista americana.

5 aprile targa attentato 1986

Nel 2003, perciò due anni dopo le sentenze tedesche, il governo libico si accordò con quello tedesco per il risarcimento delle vittime non americane. L’anno successivo Tripoli pagò in tal senso la cifra di 35 milioni di dollari.