Almanacco del 4 aprile, anno 1887: in Kansas, precisamente ad Argonia, Susanna Madora Salter diviene la prima donna eletta a sindaco della storia degli USA. Un traguardo importantissimo per le donne di tutto il mondo che, però, nasce da uno scherzo. Non esattamente qualcosa di innocente e divertente che però darà inizio ad un processo di emancipazione femminile di grande rilevanza.

Nata il 2 marzo del 1860 nella Contea di Belmont, in Ohio, Susanna discendeva da coloni quaccheri inglesi. Si trasferì a soli 12 anni in Kansas con la famiglia. Qui studiò con enorme profitto e sfortuna all’odierna Università del Kansas (che all’epoca si chiamava Kansas State Agricultural College) ma si ritirò a sole 6 settimane dalla laurea per una malattia.
L’università non sarà però solo un ricordo amaro per Susanna perché qui incontrerà Lewis Allison Salter, suo futuro marito. Nel frattempo, andando avanti con l’età, si avvicinò al mondo della politica. Si iscrisse al Woman’s Christian Temperance Union e partecipò ad alcune iniziative del Partito Proibizionista. Ma ciò nulla ha a che fare con la sua futura elezione.

Il 4 aprile 1887 ad Argonia ricevette una splendida e a dir poco inaspettata notizia: era eletta sindaco della città. Lei però nemmeno sapeva di essere candidata, almeno consapevolmente. Si trattò di uno scherzo di uomini affetti da mascolinità fuori controllo e fuori luogo che la iscrissero di sorpresa nelle liste per assicurarle una netta sconfitta che fungesse da deterrente per lei e le altre donne, di cui si sarebbero burlati successivamente.
Il karma fece però il suo compito, e anche in maniera molto dura, perché Susanna vinse quelle elezioni e divenne la prima donna sindaco nella storia degli Stati Uniti d’America. Anche la Woman’s Christian Temperance Union, all’oscuro di tutto, appena vide il nome di Salter sulle liste la votò in massa, contribuendo ad un’importante e pionieristica vittoria.

La sua storia fece il giro del mondo. Il suo unico anno di mandato le fruttò solo un dollaro, compenso irrisorio ma bilanciato dall’importanza della sua vittoria. Alle successive elezioni decise di non competere e si ritirò dopo l’unico anno di servizio prestato, con grande dignità e dedizione.