Fotografia di Roberto Reggi, Castello di Montebello, Rimini, 2007. Nella foto potete ammirare un punto particolare del castello di Montebello, quello dove sarebbe scomparsa la piccola Azzurrina e dove, secondo la leggenda, si sentirebbe il suo fantasma. Ma chi era Azzurrina? E che fine fece? In realtà nessuno lo sa con certezza.
La storia del fantasma di Azzurrina nel castello di Montebello

Il castello di Montebello, chiamato anche castello di Guidi di Bagno, è un maniero medievale che si erge al di sopra del borgo di Montebello di Torriani, provincia di Rimini, Emilia-Romagna. Qui un tempo dominavano i Malatesta.
Le prime notizie certe del castello risalgono al 1186 quando in un rogito si legge che Ugolinuccio di Maltalone vendette il maniero a Giovanni Malatesta, parente di quel Malatesta “Mastin vecchio” capostipite della casata. I Malatesta trasformarono quel semplice fortilizio in un castello imponente e inespugnabile. Il che vuol dire che era circondato da mura di cinta, con tanto di torrioni, camminamenti di ronda e armeria.
Successivamente il castello, dopo tre secoli, passò nelle mani di Giovanni Francesco Guidi di Bagno, il quale aveva contribuito alla sconfitta di Sigismondo Pandolfo Malatesta. Fu papa Pio II a concedere a Guidi di Bagno il titolo di conte. La famiglia rimase in carica in zona fino al 1797 (nel 1549 avevano ottenuto il titolo di marchesi). E ancora adesso il castello appartiene ai discendenti della famiglia.

Restaurato nel 1989, è attualmente visitabile. Ne fanno parte il mastio centrale, le prigioni, l’armeria, una cassaforte, diversi passaggi segreti e anche alcuni trabocchetti messi lì a scopo difensivo. E c’è, ovviamente, il corridoio di Azzurrina.
Il castello di Montebello, infatti, è famoso per essere infestato dal fantasma di Azzurrina. Quello che sappiamo è che Azzurrina era il soprannome dato a Guendalina Malatesta. Si pensa che fosse la figlia di Ugolinuccio e di Costanza. Il soprannome derivava dal fatto che, la bimba era albina.
Per nascondere questa sua diversità e difendere la figlia dalle maldicenze, sembra che la famiglia decise di tingerle i capelli. Solo che il colore bianco tipico dell’albinismo fa sì che anche le tinte non riescano a persistere sulla chioma. E il risultato fu che il pigmento della tinta divenne azzurrino. Da qui il nome.
La leggenda continua sostenendo che la bimba, tenuta il più nascosta possibile nel castello, all’età di 5 anni, il 21 giugno 1375, giorno del solstizio d’estate, stesse giocando, forse con una palla, nel corridoio che vedete nella foto. Quando improvvisamente scomparve nel nulla.
Quando ci si accorse della sua scomparsa, servi e guardie iniziarono a setacciare ogni angolo del castello, ma niente da fare: di Azzurrina non era rimasta alcuna traccia. Fra l’altro il punto in cui scomparve è proprio quello che vedete nella foto, contrassegnato dal dipinto di Azzurrina realizzato dalla pittrice Novella Parigini. La ringhiera che vedete nella foto protegge una corta scalinata che conduce a quella, che all’epoca, era una stanzetta usata come dispensa.

Qualcuno ha ipotizzato che la bimba possa essere caduta dalle scale, magari rincorrendo un gioco. Ma il punto è che quella dispensa è a fondo cieco: non porta da nessuna altra parte. Servi e guardie andarono subito a controllare quella stanza, ma lì non c’era niente e nessuno.
Altri sostengono, invece, che la bimba sia stata fatta sparire appositamente, forse uccisa per via del suo aspetto particolare, forse occultata da qualche altra parte. Comunque sia, nessuno né all’epoca né oggi è riuscito a dare una spiegazione alla sua scomparsa. Quello che si dice, però, è che a seguito della sparizione della piccola, soprattutto in quella parte del corridoio ogni tanto è possibile sentire la voce di una bimba piccola che ride. Tanto che qualcuno ha registrato la voce del presunto fantasma, voce che è possibile ascoltare proprio in quel punto del corridoio.